Divorzio alla cinese di Liu Zhenyun: l’importanza dei rapporti sociali e il doppio significato di faccia in Cina

Divorzio alla cinese scritto da Liu Zhenyun, edito Bompiani, racconta la particolare storia di Li Xuelian e del suo piano per eludere il Governo cinese: piano a prima vista perfetto, ma che in seguito l’avrebbe perseguitata per i successivi vent’anni.

Trama

Li Xuelian ha un figlio ed è sposata da otto anni con Qin Yuhe quando scopre di essere rimasta nuovamente incinta. Per tante famiglie l’arrivo di un nuovo nascituro è una splendida notizia, ma non per Li Xuelian. Xuelian vive in un piccolo villaggio in Cina dove vige la politica nazionale della pianificazione familiare. Per tenere sotto controllo le nascite, ogni nucleo familiare non può avere più di un figlio. La situazione sarebbe stata diversa nel caso Qin Yuhe fosse stato un contadino: in seguito al pagamento di una multa di 1000 Yuan, avrebbero potuto tenere il bambino. Ma il marito di Xuelian lavora in fabbrica e ciò significa non solo una multa, ma pagare anche con l’espulsione dal sistema statale.

Cosa fare? Quale soluzione adottare? La scelta iniziale è l’aborto, ma una volta arrivati in ambulatorio Li Xuelian cambia idea in modo repentino. Bisogna trovare un modo per salvare sia il neonato sia il lavoro di Qin Yuhe.

Li Xuelian ha un lampo di genio, ricordando la storia di un concittadino di nome Zhao Huoche, ed esordisce con “Divorziamo!”. Il piano sembra piuttosto semplice e con una buona riuscita: se lei e il marito divorziano, non avranno nessun legame legale e il figlio che partorirà, sarà solo di Li Xuelian. Il primogenito lo terrà Qin Yuhe e il nuovo nascituro Li Xuelian. Dopo la nascita, si sarebbero ricongiunti e vissuto il resto della loro vita assieme senza dover privarsi del bambino in arrivo. Difatti Non esisteva nessuna legge che vietava a una coppia con un figlio ciascuno di sposarsi.

Inizialmente il marito è titubante, ma dopo averci riflettuto, comprende la genialità dell’idea e accetta il divorzio.

I due coniugi divorziano, passano sei mesi e Li Xuelian partorisce una bellissima bambina. Finalmente la famiglia può riunirsi.

Peccato che qualcosa è andato storto: Qin Yuhe si è risposato. Li Xuelian è rimasta sola, senza lavoro e con una bimba appena nata. Ma l’ormai ex-marito è inammovibile: il divorzio è vero, ci sono documenti ufficiali.

Li Xuelian è furente, decide di denunciare il marito e portare la causa in tribunale, ma anche lì il divorzio viene dichiarato effettivo. Anzi l’insistenza di Li Xuelian viene vista in malo modo dal giudice Wang Gongdao, il quale la liquida in modo molto veloce.

Da qui inizia la battaglia della protagonista: non solo deciderà di denunciare Qin Yuhe, ma vorrà denunciare anche il giudice del villaggio. Si rivolgerà al governo della contea, ma anche loro non la ascolteranno, anzi la considereranno solo “una piantagrane” e cercheranno in ogni modo di liberarsi di lei.

La sua testardaggine la porterà fino a Pechino per i seguenti vent’anni, cercando di introdursi in città durante l’Assemblea del Popolo in modo tale da portare la sua denuncia ai più grandi capi del Paese.

Immolerà la sua vita ad un’immensa e unica causa: la ricerca di una giustizia mai ricevuta. Non troverà mai pace, finché tutte le persone che non le hanno creduto e non l’hanno aiutata verranno punite.

L’importanza e la differenza tra lian 脸 e 面子 miànzi

Nella società cinese il sistema di relazioni è un network interpersonale che si crea sin dai primi anni di scuola. Questa trama di rapporti sociali ed economici viene indicata con il termine guanxi 关系.

Il guanxi è quindi un network di contatti che si forma in un arco temporale molto lungo e al quale ogni individuo può fare riferimento nei momenti di necessità. Il concetto di guanxi riveste un ruolo fondamentale all’interno della dottrina confuciana, la quale vede l’individuo come parte di una comunità e di un insieme di relazioni familiari, gerarchiche e amicali.

Correlati al concetto precedente, due termini entrambi traducibili in italiano con il termine “faccia”, ma che in cinese hanno tratti distintivi molto marcati sono lian 脸 e mianzi 面子. Entrambi costituiscono due componenti della “faccia”:  il lian è realizzato tramite un comportamento adeguato alla relazione (ad esempio consono alla gerarchia e allo status), è un termine più recente i cui primi riferimenti possono essere trovati durante la Dinastia Yuan; mentre la mianzi rappresenta la percezione sociale del prestigio di una persona ed è una parola molto più datata, collegata alla letteratura antica.

Lu Xun, uno degli scrittori più influenti del XX secolo, ha descritto il termine “faccia” come “il principio guida della mente cinese”. Infatti è un concetto che gioca un ruolo chiave in numerosi contesti sociali, è più pervasivo e possiede molte più sfaccettature rispetto allo stesso termine in altre società. Questo perché la società cinese valorizza in larga misura la gerarchia, i ruoli sociali e le relazioni interpersonali ad un livello elevato.

La 面子 mianzi costituisce uno degli standard più delicati attraverso il quale i cinesi regolano i rapporti sociali.

Di certo questo particolare aspetto della cultura cinese ha a che fare con gli insegnamenti di Confucio, il quale disse:

Se tu guidi le persone in modo eccellente e le metti al loro posto attraverso le pratiche rituali, oltre ad instillare in loro un senso di vergogna, allora esse si comporteranno in modo armonioso

(Lunyu, II, 3)

“Comportarsi in modo armonioso” equivale al comportarsi in modo corretto per evitare l’imbarazzo pubblico e salvare la faccia o la reputazione. Mianzi, in una società fortemente gerarchica e collettivista come quella cinese, è la reputazione di ogni persona, nonchè il prestigio che essa possiede nei luoghi che frequenta:  lavoro,  scuola, famiglia.

A questo proposito, per i cinesi è una vera umiliazione fare un errore in pubblico: “perdere la faccia” o diu mianzi 丢面子 costituisce una fonte di grande imbarazzo e vergogna.

La mianzi è qualcosa che può essere data (给面子gěimiànzi), ma anche persa (丢脸 diūliǎn) o per cui combattere (爭面子 zhēng miànzi). Il termine mianzi definisce l’immagine pubblica che un individuo si è costruito all’interno di una comunità.

La 脸 lian, dall’altro lato, è un prodotto del proprio comportamento rispetto a un insieme di regole di condotta morale, riflette la legittimità che un individuo ha all’interno di una data società.

La perdita della faccia/lian si verificherà quando una persona agisce in un modo che mina la fiducia della società nella sua integrità morale. Pertanto, un individuo senza lian non può “funzionare correttamente all’interno della comunità“.

La fonte primaria della faccia/lian risiede sia nell’individuo che nella società. Si basa su un sistema di valori che è modellato dalle esperienze personali, sociali e culturali di un individuo. Da un lato, gli individui acquisiscono valori che già esistono nella società. D’altra parte, ogni persona può accettare, rifiutare o modificare questi valori, nonché crearne di propri.

Data l’importanza della società nel pensiero cinese, è fin troppo naturale che i valori sociali esercitino una profonda influenza sull’individuo.

Tuttavia, mianzi e lian sono in una certa misura interdipendenti e sovrapposti. Se uno perde troppa lian, probabilmente perderà mianzi come risultato a lungo termine, perché nessuno si fiderà di una persona che non ha standard morali.

Curiosità

Il titolo originale dell’opera Io non sono Pan Jinlian (我不是潘金莲, Wǒ bùshì pān jīnlián) porta subito all’occhio il significato intrinseco dell’opera.

La frase è ricorrente all’interno del romanzo: Li Xuelian verrà così chiamata dall’ormai ex-marito e lei vivrà anni della sua vita ad angosciarsi per questa etichetta.

Pan Jinlian è uno dei personaggi del romanzo storico del XVII secolo dal titolo Jing Ping Mei. È l’archetipo della femme fatale nonché una delle più famose antagoniste all’interno della letteratura e cultura classica cinese. In tempi moderni è diventata anche la dea protettrice dei bordelli e delle prostitute, oltre che simbolo di donna libera ed emancipata.

Per Li Xuelian essere identificata come Pan Jinlian è una grande vergogna e disonore perché per lei significa essere etichettata come donna infedele e di facili costumi. La perdita della faccia , del suo onore, del suo rispetto di fronte alle altre persone del villaggio sarà un grande tormento per la protagonista e diventerà un ulteriore motivo per portare avanti la sua denuncia.

Bibliografia

Liu Z., Divorzio alla cinese, 2016, Bompiani

Sitografia

Wikipedia, Liu Zhenyun

Wikipedia, Pan Jinlian

Wikipedia, Faccia (concetto sociologico)

Wikipedia, Guanxi

Tuttocina.it, Divorzio alla cinese

Gallo. I, Mianzi e guanxi nella cultura cinese: due concetti fondamentali per capire la Cina, pubblicato il 13/07/16 su Asiablog.it

Kim P., WHAT IS 面子 “MIANZI”?, pubblicato il 17/09/16 su TutorMing Chinese for Business Blog

Culture Vulture, Mianzi – The Concept of Face in Chinese Culture, pubblicato il 27/11/19 su Commisceo-global.com

Teon A., The Concept of Face in Chinese Culture and the Difference Between Mianzi and Lian, pubblicato il 25/02/17 su china-journal.org

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...